{"id":354,"date":"2007-08-18T20:41:14","date_gmt":"2007-08-18T20:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/nativeonlus.it\/?p=354"},"modified":"2022-01-20T15:17:38","modified_gmt":"2022-01-20T15:17:38","slug":"lettera-ai-sostenitori-2007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nativeonlus.it\/it\/2007\/08\/lettera-ai-sostenitori-2007\/","title":{"rendered":"Lettera ai sostenitori 2007"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<h2>Nel cuore del India l\u2019educazione \u00e8 vitale<\/h2>\n<p>La povert\u00e0 non \u00e8 il fattore discriminante per una vita di vero benessere. La luce che irradiava dagli occhi degli alunni della scuola trasmetteva una gioia che contrastava con l\u2019aria triste e malinconica del villaggio.<\/p>\n<p>Eravamo appena arrivati nel villaggio di Chinamuthevi dall\u2019industriosa e intraprendente citt\u00e0 di Hyderabad che vanta pi\u00f9 di 7 milioni di abitanti. Dopo un viaggio di sette ore lungo la statale affollata di vecchi camion, piccoli taxi piaggio di tre ruote sovraccaricati di persone, autobus scassati, vespe, motociclette e biciclette per non parlare dei buffali e buoi, avevamo lasciato alle nostre spalle i privilegi e confort della vita con acqua corrente in casa, banche, servizi postali regolari, e supermercati.<\/p>\n<p>Svoltando lungo la strada non pi\u00f9 asfaltata, eravamo salutati dal preside e gli insegnanti e da pi\u00f9 di 80 alunni della fiorente Native Upper Primary School fondata 11 anni fa.<\/p>\n<p><strong>La musica gioiosa dei canti ritmati<\/strong>, i colori brillanti dello striscione di saluto, il battito delle loro mani, rallegravano l\u2019atmosfera di questo viaggio sperduto in mezzo a migliaia di campi di riso. Questa accoglienza era soltanto il festoso inizio della nostra intensa visita di otto giorni in mezzo agli 300 abitanti.<\/p>\n<p>Nelle nostre due valigie di bagaglio in eccesso concessoci dalla Compagnia aerea Emirates, avevamo portato tanti materiali didattici per gli insegnanti ed i bambini della scuola che era stato contribuito da molti alunni dei corsi di English for You della 5\u00b0 Circoscrizione di Vicenza e dei membri della nostra Chiesa. E\u2019 stato bellissimo vedere il primo palo di pallacanestro impiantato e sentire gli urli di gioia degli alunni quando tiravano il nuovissimo pallone al canestro.<\/p>\n<p><strong>Nonostante che la lingua principale sia telugu<\/strong> una parte significativa dell\u2019insegnamento include l\u2019utilizzo della lingua inglese che costituisce un ingrediente vitale perch\u00e9 si possa infrangere la catena che imprigiona questi bambini nati nelle famiglie povere. E\u2019 stato impressionante vedere quanto siano giganti i passi nella loro educazione e come questa si trasmetta a sua volta ai loro genitori analfabeti.<\/p>\n<p>Un pomeriggio siamo stati accompagnati in due case dove nonostante che si trattasse di niente pi\u00f9 di una baracca ricoperta di paglia a protezione delle piogge torrenziali monsoni, attraverso la nuova vita regolata dei bambini con le loro divise ed orario di puntualit\u00e0, i genitori hanno pure cominciato a mettere in ordine le loro case. Nonostante che fuori c\u2019\u00e8 il fango e non ci sia l\u2019acqua corrente, l\u2019interno \u00e8 pulito lindo!<\/p>\n<p>Se all\u2019inizio dell\u2019iscrizione dei suoi bambini alla scuola la mamma non poteva nemmeno firmare il suo nome, ora non solo riesce a firmare ma perfino a leggere. Le lacrime di gioia scivolavano gi\u00f9 per la faccia di Salomina mentre raccontava con gioia come la scuola aveva dato alla sua famiglia di tre bambini una speranza di non dover restare imprigionati nella povert\u00e0 senza educazione, qualcosa che prima lei sembrava totalmente impossibile.<\/p>\n<p>Quando, il giorno dopo, siamo andati a vedere la casa di una famiglia che abitava nel vicino villaggio di Nidumolu lo stupore era immensa anche per il nostra accompagnatore, il direttore e fondatore di Native, Edgar Sathuluri, perch\u00e9 ad aspettarci non c\u2019erano solo i genitori di una famiglia, ma quelli di tutte le famiglie che avevano bambini iscritti nella scuola. Alla cerimonia di accoglienza c\u2019era anche il sindaco del villaggio che ha voluto fare un discorso formale di riconoscimento e ringraziamento per il contributo sociale che la scuola ha apportato al villaggio.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio, durante la settimana pienissima della nostra visita, si deve dire che l\u2019impegno di Native Onlus fornisce una speranza che \u00e8: \u201cUna luce nella tenebre\u201d. Il beneficio va al di l\u00e0 di ogni nostra aspettativa e illustra che la povert\u00e0 di per s\u00e9 non \u00e8 il nemico. Le famiglie dei bambini della scuola restano poveri, ma non pi\u00f9 senza speranza e non pi\u00f9 tristi. La casa resta carente dei confort tipici della societ\u00e0 occidentale, eppure la gioia sprigiona dai visi della famiglia che ci vive. Se \u00e8 vero come diciamo a Native Italia, \u201cin un oceano di bisogno ogni goccia conta\u201d, siamo stati immensamente felici di vedere il contributo delle gocce di ogni contribuente qui a Vicenza ed in Italia.<\/p>\n<p>Un sincero e profondamente sentito \u201cgrazie\u201d ad ognuno che partecipa in questa iniziativa che andr\u00e0 avanti con la costruzione questo autunno del nuovissimo edificio della scuola che potr\u00e0 pure, attraverso l\u2019insolita iniziativa di un donatore, avere anche acqua potabile corrente!<\/p>\n<p><em>Paul e Frances Finch<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cuore del India l\u2019educazione \u00e8 vitale La povert\u00e0 non \u00e8 il fattore discriminante per una vita di vero benessere. La luce che irradiava dagli occhi degli alunni della scuola trasmetteva una gioia che contrastava con l\u2019aria triste e malinconica del villaggio. 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